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ALLEVAMENTO
"DEL MONTE POLIZIANO"

Di Emanuela Rossi e
Roberto Marchi

L’ALLEVAMENTO, LA STORIA, I RICORDI…………


Il nostro ufficio con alcuni ricordi di esposizioni in tutti i campionati , anche del mondo

Tutto iniziò nell’anno 1974 con KLAUS ( da Gildo Vom Gigantenhaus ) di proprietà del sottoscritto, Roberto Marchi, e di mia moglie Emanuela Rossi ed una bella femmina di nome KIRA, anch’essa giovanissima, di proprietà di Roberto Spacone, allora ricercatore del Parco Nazionale D’Abruzzo, il quale mi trasmise da subito un’immensa passione ed interesse per l’etologia. Nacque così un progetto per la realizzazione di una scuola di addestramento per cani da guardia, utilità, gregge, difesa ecc. Gli immediati riscontri positivi, furono assolutamente incoraggianti e la volontà di creare una valida struttura, non fu che la scelta consequenziale. La scuola di addestramento, ci consentì di riscontrare immediatamente l’importanza dello studio sul comportamento animale, che si protrarrà per circa 10 anni. Era meraviglioso constatare quanto fosse facile “addestrare un cane” parlando “ la stessa lingua”; utilizzando gli stessi “codici”, la comunicazione era ben recepita e forniva delle risposte adeguate ed utili al prosieguo del lavoro.
Una volta, mi trovavo in Svizzera e precisamente nei giardini di Nyon ,dove incontrai una signora con un pastore belga, al quale impartiva degli ordini, ovviamente in lingua francese.
Mi fermai incuriosito e, ascoltando e seguendo con attenzione la spontanea seduta di addestramento, mi domandavo: -Ma come fa, questo povero cane a capire ciò che la sua “padrona” gli sta chiedendo ?! E di seguito pensai: ma allora, quando io gli parlo in italiano-ai miei cani-, non è per loro la stessa cosa?! Noi ci riteniamo più intelligenti, e certamente lo siamo, ma allora, perché non ci sforziamo noi di parlare la loro lingua anziché pretendere il contrario?! Oggi è certamente più facile di allora (1969-70) essere compresi ed esprimere questi concetti, ma Vi assicuro che in quel tempo non era-in questo campo-molto facile trovare altre persone con le quali scambiare esperienze ed opinioni interessanti.
Era il 1979, quando Roberto Spacone ed io, ci iscrivemmo ad un corso per allievi giudici, organizzato dalla S.A.S Sezione di Udine, dove partecipavano in qualità di docenti il Grande cinologo e Presidente della SAS Centrale DR. Walter Gorrieri, il Sig. Verzegnassi, il responsabile del Settore Addestramento Sig. Waldammer e tanti altri illustri Docenti e Discenti e durante i vari Corsi, spesso i partecipanti chiedevano il perché di certi comportamenti e/o reazioni dei Loro Soggetti a determinati stimoli esterni, ed allora il Sig. Verzegnassi, chiamava in ballo il giovane Spacone per le relative spiegazioni di carattere etologico, così come il Signor Waldammer, dicendo:
Sentiamo "il scienziato" (Roberto Spacone), che aveva sempre la risposta e la spiegazione scientifica pronta, citando Lorenz, Pavlov, Zimmen oltre a riportare preziose esperienze personali, frutto di studi ed enormi sacrifici sostenuti per il mero interesse della Ricerca scientifica.
Fu infatti in quegli anni che sviluppammo studi sui cani inselvatichiti del Centro Italia, oltre a studi relativi alle zoonosi, come l’idatidosi nel Frosinate ecc. Ma uno dei temi che ci stava più a cuore, era certamente quello degli ibridi di Lupo (canis lupus italicus o lupo appenninico) e pastori tedeschi o simili, che poi si riaccoppiavano con i Lupi, creando così delle condizioni di pericolo per la specie, frutto di milioni di anni di selezione naturale, e la conseguente necessità di studiare in maniera approfondita le caratteristiche anatomiche oltrechè psichiche, per proteggere la specie stessa da possibili “inquinamenti”.
Prendemmo così in considerazione la possibilità di stilare, per così dire, uno standard del Lupo, proprio per evitare possibili “confusioni”, come sopra evidenziato. Fin dai primi rilievi e considerazioni, emersero chiaramente delle differenze enormi fra “il trottatore per eccellenza” ed il nostro pastore tedesco, la cui provenienza viene fatta risalire ad un incrocio che non poteva prescindere dal lupo.
Le prime constatazioni, erano riferite alle lunghezze dei raggi ossei e dei loro rapporti, con particolare riferimento alla lunghezza dell’avambraccio, della groppa, delle angolazioni anteriori e posteriori, che ci fecero effettivamente rimettere in discussione un po’ tutto di quello che ritenevamo di aver appreso fino allora. In particolar modo ci riferivamo agli Auslese ed eccellenti di quei tempi e li paragonavamo alle strutture del re dei trottatori: i conti non tornavano!!!! Dopo molte riflessioni constatavamo che, mentre lo standard del pastore tedesco, per molti aspetti sembra essere il trasferimento sulla carta della struttura del lupo appeninico, le “strutture vincenti” dei Campioni dei rings , erano ben diverse!!?…perché???!!
Perché lo standard descrive un angolo anteriore praticamente come ha il lupo appenninico, e i Campioni, che “viaggiavano” nei rings erano molto meno angolati nell’anteriore, anche se avevano delle giuste e non eccessive angolazioni posteriori?! Perché il Lupo presentava un omero lungo e ben inclinato, così come una groppa lunga e non sfuggente?
Perché, nel trotto allungato, il Lupo portava l’avambraccio parallelo al terreno al contrario, ad esempio, dei figli di Johnny Rheinhalle, che avevano un allungo veramente modesto, Dove era il trucco?? Come potevano vincere le Esposizioni?
Il primo motivo è sicuramente riferibile alla cosiddetta terza gamba, alias il guinzaglio, che manovrato da esperti presentatori, riusciva a nascondere sicuramente gli effetti negativi di una “costruzione sbagliata”, ma il secondo e non meno importante era costituito dal fatto che una anatomia ideale, selezionata dalla natura per un territorio appeninico, veniva, nel caso del pastore tedesco,”verificata, analizzata e valutata in un “habitat” tipico di una struttura quale quella del Lupo Siberiano: lo stadio!!!: la pianura…..la Steppa!!!
Ecco perché i conti non ci tornavano e per certi versi ancora oggi ci troviamo di fronte a questa grande contraddizione.
Ma questo è solo uno dei tanti aspetti di quel meraviglioso mondo che è l’allevamento per la selezione di questa magnifica razza.
Accompagnati da queste considerazioni, cercavamo di utilizzare gli stalloni, che ci potevano, sia per il fenotipo che per il genotipo, offrire le premesse per sempre migliorare i nostri Soggetti,” al fine di trarre delle soddisfazioni a livello anche agonistico.
Nel 1985 Spacone, per motivi di studio e di lavoro, è costretto a lasciare questa attività sportiva che il sottoscritto porterà avanti,con la moglie, con l’affisso” DEL MONTE POLIZIANO”, (fino ad allora si allevava con l’affisso” DEL POLIZIANO”) . Si è allevato sempre con amore, assistendo sempre a tutti i parti, aiutando la madre, aiutandola per tutte le necessità, avendo cura dei cuccioli e dell’ambiente(temperatura, umidità,igiene, ecc. ecc.)
Mettevamo dei segni di riconoscimento ai cuccioli per valutare il biotono, li seguivamo con particolare interesse nella fase dell’imprinting e della socializzazione, fornendo loro degli stimoli utili per il futuro, per la loro vita, per poi proseguire al seguimento della carriera sportiva, alla preparazione atletica , all’addestramento. Dovevamo lavorare tanto per fare fronte alle enormi spese per le esposizioni(viaggi, alberghi, iscrizioni ecc.) viaggiavamo in tutta Italia e all’estero, ma la felicità che si provava nel vincere quelle benedette coppe, era veramente tanta e certamente ci appagava dei sacrifici fatti.
Un mondo meraviglioso, dove si incontrano sempre tanti amici e tutti giustamente orgogliosi dei Soggetti allevati.
Ho sempre provato gioia e ammirazione quando qualcuno mi mostrava qualche cucciolo davvero promettente, esuberante, pieno di tipo: questa è la vera, grande soddisfazione di noi allevatori, a prescindere,talvolta, anche dalle classifiche, non sempre condivisibili, dettate da alcuni Giudici.



Cercherò adesso di fare una carrellata a memoria, anche se quest’ultima non è certamente la mia peculiarità positiva, per cui mi scuso sia per eventuali inesattezze, omissioni e correttezze dei nomi. Forse il primo Soggetto con caratteristiche di Stallone, con grande carattere, distinzione, mascolinità, vigilanza, sicurezza, atteggiamento insomma da vero capobranco, fu ULAK DELLA ROVERELLA, un figlio di Harras von haus Helma, figlio di Tom von haus Solms(entrambi campioni del mondo).Con lui abbiamo fatto diverse cucciolate e mi ricordo che in ogni cucciolata nascevano due cuccioli completamente neri. Poi utilizzammo un altro stallone, figlio di Mutz von der Pelztierfarm e di Samba di Val del Tiepido(Quanto v.d. Wienerau) che si chiamava DOR DI VAL DEL TIEPIDO, così come una figlia di Mutz, UTE DI SOMBRENO e poi ancora ULLA VON DER RHEINHALLE, figlia di Johnny v.der Rheinhalle, con la quale allevammo degli ottimi soggetti nati dall’accoppiamento con Crill dell’Alta Quercia: CRILL DEL POLIZIANO, CHIRA DEL POLIZIANO, JOHNNY DEL POLIZIANO, NEGUS DEL POLIZIANO ecc.
Poi comprammo, dai grandi allevatori Danzio e Rina Gobbi, KRINA DELL’ALTA QUERCIA, figlia di Quanto von der Wienerau e Doris von Gigantenhaus, su consiglio dei signori Reggiani e Solmi, che sempre incontravamo con il loro “Varenne” che si chiamava Mareb dell’Alta Quercia.
Anche con Krina avemmo degli ottimi cuccioli di cui ho un buon ricordo di ETZEL DEL MONTE POLIZIANO, figlio di Ex von der Goritzenquelle e con DOR DI VAL DEL TIEPIDO nacquero DORIS E DAPHNE DEL POLIZIANO, una bella coppia di femmine con le quale facemmo molte esposizioni con ottimi risultati: Krina la portai più volte a Colonia per accoppiarla con Argus von Aducht, ma purtroppo non ebbi la gioia di avere una cucciolata da questo campione.Avevamo comunque creato un “materiale”, come si dice in gergo, di soggetti davvero interessanti e rappresentanti delle migliori linee di sangue di quel momento, figli di Caesar von Armius, Canto von Arminius, Axel von Hainsterbach, Zorro von Haus Beck, Reza von Haus Beck, Lasso di Val Sole, ma che furono quasi tutti stroncati da quella nuova, maledetta peste che andava diffondendosi in tutto il mondo con il nome di parvovirosi (gastroenterite infettiva da Parvovirus), che tante lacrime ha fatto versare ad Allevatori e Privati, specialmente nei primi anni di diffusione;
oggi, in virtù delle vaccinazioni efficaci e sistematiche, questa malattia sembra scomparsa quasi definitivamente.
Acquistammo altre fattrici, come Dunja v.d. Teufelskanzel, figlia di Nick v.d. Wienerau, ma la vera svolta qualitativa nell’allevamento avvenne con l’acquisto di una cucciola di nome GISA VON DER TEUFELSKANZEL, figlia di kanto von koenigstrassle e di Assi von der Teufelskanzel. Un soggetto veramente meraviglioso per il tipo, tessitura di pelo, colori, angoli, femminilità, carattere vivacissimo. La prima importante esperienza con questo soggetto, fu al campionato del mondo a Francoforte nel 1983, dove mi presentai sprovvisto dell’attestazione ufficiale della “A” sul pedigree che era ancora in corso e, nonostante la testimonianza del nostro Presidente S.A.S Silvio Tondelli,che aveva,dietro mia esplicita richiesta, consultato telefonicamente il Dr. Pareschi, circa l’esito dell’accertamento ufficiale della displasia e riferito poi al Giudice tedesco, il quale mi fece comunque partire all’ultimissimo posto dell’ultimo gruppo: detta certificazione era obbligatoria! Ma un soggetto che si distingueva così non poteva rimanere in quella posizione e, forse dando successivamente credito a quanto dichiaratogli precedentemente circa la “A” sul pedigree, il Giudice, iniziò a farmi guadagnare posti e così ben presto mi ritrovai in testa al 3° gruppo, poi davanti al 2°, fino a concludere al 36° posto del 1° gruppo con diverse ore di gara sulle spalle sia per la povera Gisa, che per me! Alla fine il giudice affermò che se fosse stata in regola con i documenti, sarebbe sicuramente rientrata nelle prime dieci. Ciò fu per me da una parte un motivo di rabbia nei miei confronti, per essere il solo responsabile di quanto accaduto, dall’altra un’immensa gratificazione per gli apprezzamenti, le foto, le richieste di vendita di Allevatori tedeschi,giapponesi, italiani, che mi riempirono veramente di gioia. L’ironia della sorte: quando tornai a casa, la Domenica sera, trovai il pedigree originale, con tanto di “A” era arrivato per posta il Sabato mattina! Gisa ebbe diverse cucciolate e tanti bei figli:TARAK, TORRO, TANNIE DEL MONTE POLIZIANO, nati dall’accoppiamento con Torro von Arakjo, WERA,WIOLA,WONNI,WATZ, nati dall’accoppiamento con Gundo vom Trienzbachtal, un accoppiamento questo che mi consentiva di unire non solo dueimportantissime linee di sangue, ma anche di accomunare due miei grandi amici ed Allevatori: Leopold Bucher(Von Trienzbachtal), che ritengo insieme ad Hermann Glutting(Von Koenigsbruck) il migliore allevatore di pastori tedeschi del passato(H. Glutting ha allevato spesso sotto altri affissi) e Harald Bolz il simpaticone allevatore “Von der Teufelskanzel”, nonché “angelo custode” del grandissimo razzatore Lasso di Val Sole (Quanto v.d. Wienerau x Sara Sonnenberg). Nel frattempo l’allevamento acquista, insieme a Giancarlo Petreni, un altro giovane stallone classificatosi 10° in Germania in classe giovani: ZORRO ZUM GIGELSFELSEN ed importa inoltre una grandissima femmina: RANDA VOM TRIENZBACHTAL, che diventerà Auslese e che darà una figlia Auslese dal nome Kina vom Trienbachtal, la quale partorirà la due volte campionessa mondiale Inka Von Eichewaldhutte(Gundo Trienzbachtal) Da ZORRO e GISA nascerà una eccezionale fattrice: FENA DEL MONTE POLIZIANO(Fina) Quindi si profilavano le due più importanti linee di sangue per l’allevamento: quella di Gisa, attraverso Fena e quella di Randa, attraverso ANSCHI DEL MONTE POLIZIANO. Presentai Aschi al campionato italiano SAS, fu chiamata al 2° posto e, all’ultimo giro della gara, perse una posizione, a causa del mancato allenamento: non aveva mai gareggiato!
Dimostrò certamente di avere della stoffa! oltre a tanta tipicità. La sua e la mia sfortuna, fu quella di averla affidata ad un sedicente addestratore/preparatore, che Invece la tenne con varie motivazioni moltissimo tempo, perdendo così le migliori occasioni agonistiche. Un bel giorno, stanco del protrarsi di questa situazione, decisi di fargli prendere i brevetti e la selezione, senza ulteriori indugi. Mi sentivo in colpa con lei e un giorno le dissi : Anschi meriti di essere portata ad un campionato mondiale, anzi, ci andremo subito! E così, come ero solito fare, senza allenamento e senza nessuno che la poteva chiamare durante la gara, presentai la femmina nel ring degli attacchi e andò benissimo, nonostante non avesse più provato gli attacchi, poi fu la volta della prova in movimento e fu chiamata dall’allora responsabile dell’allevamento mondiale, il Dr. Beck, nel 1° gruppo(quello dei migliori) al 42° posto, ma date le condizioni sopra evidenziate, non potevamo non perdere alcuni posti, ma finimmo comunque con un bel risultato: 53 Eccellente e soprattutto l’ unica femmina di allevamento italiano a conseguire la massima qualifica alla Siegerschau del 1990. Non mancò il riconoscimento ufficiale della S.A.S nazionale, che mi fece molto piacere, ma soprattutto non mi sentii più in colpa con Aschi, e potevo finalmente pensare a qualche accoppiamento interessante e, dopo varie disamine dei riproduttori disponibili, optai per una scelta certamente singolare: volevo rafforzare la mia linea Trienzbachtal e fu così che la scelta cadde su uno dei cani più belli che siano mai esistiti: il vice sieger Jack vom Trienzbachtal(Gundo von Trienzbactal). Un risultato fantastico, una bella cucciolata che mi consentì di tirarmi su una bella femmina, come desideravo, con grandi colori, tessitura di pelo, carattere, tale da farmi pensare subito di aver, per così dire, migliorato la mamma! Il suo nome : JOGA DEL MONTE POLIZIANO.
Joga fu presentata diverse volte in Germania e ottenne sempre, con Giudici diversi, posizioni assolutamente di punta : 2° a Mannheim con Schweichert, 4° ad Usingen con Scheld, 1° a Senden con Mayer, 3° ladeszuchtschau Karlsruhe con Beck, 2° ad Heddesheim con Schweichert, 2° a Kulsheim con Knabe.
Ricordo con piacere che quando ottenne il titolo di PROMESSA S.A.S al Campionato Italiano era presente il Presidente mondiale Dott: Hermann Martin e avvicinandosi a Konrad Sigmund, che la stava presentando, gli chiese chi era e Konrad rispose: una figlia di Jack e Lui: uno dei migliori soggetti che ho visto quest’anno. Tante furono le richieste di vendita, soprattutto di Allevatori tedeschi, proposte anche allettanti di comproprietà, ma da buon testardo, non accettai : non potevo privarmi di quella linea di sangue, per me era troppo importante.
Sull’altro versante, linea Gisa, Fena fu accoppiata con un maschio che mi aveva colpito, insieme a Pintus e Romualdo Principessa, alla Siegerschau, quando ottenne il titolo di Sieger della classe Giovani : Gorby von Bad Boll e così al ritorno da un Raduno S.A.S di Pisa, con la febbre a 38,5 assistei tutta la notte Fena che partorì una cucciolata meravigliosa, rendendo felice sia me che il Dr. Pintus, padre adottivo di Fena e futuro padre adottivo di GIPSY DEL MONTE POLIZIANO. Proprio per Gipsy il Dr. Gianguido Pintus, mio grandissimo amico e collaboratore, ha impiegato tanto tempo per la preparazione agonistica, che ci consentiva ad ogni gara, di provare delle grandissime soddisfazioni….la felicità vera, come quel giorno di ferragosto, al ritorno dal Campionato austriaco, ci godevamo il titolo di Vice-siegerin della classe giovani, assegnatoci dal Dr. Beck, con una concorrenza notevole. Mi ricordo che trovammo Harald Bolz, che ci chiese di fargliela vedere in posizione e allora io ed il Dr. Pintus con un certo orgoglio, gliela mostrammo in tutta la sua forma smagliante: era proprio bella e Harald esclamò: Wie Assi (è come Assi) e quando la videro i coniugi Rieker, allevatori di Gorby, rimasero veramente colpiti, quasi increduli che da una fattrice italiana fosse venuto fuori un “Prodotto” di quel livello.
Si, non posso dimenticare la contentezza mia e di Pintus nella strada del ritorno: che bel ferragosto!!!
Poi iscrivemmo GIPSY al campionato del mondo 1993 che si teneva a Dortmund. Speravamo con Gianguido di poter ottenere un bel risultato, ma come si sa o si può immaginare, il campionato del mondo è sempre una competizione molto dura, ma soprattutto, quello che spesso è necessario, fare altre esposizioni con lo stesso giudice, per consentire di poter essere meglio valutati ed avere quindi un responso di come quel giudice “vede” il soggetto. Noi, purtroppo, non avevamo fatto neppure una gara in Germania con Gipsy e questo rendeva assolutamente imprevedibile qualunque possibile risultato; l’unica speranza, ma anche il grande rischio era che in quell’esposizione il giudice era il Grande Walter Martin : il più grande giudice di tutti i tempi! Il prestigioso allevamento “Von der Wienerau”!
Pertanto partimmo pieni di speranze e di preoccupazioni, consapevoli comunque che era un passo obbligatorio e forti di una preparazione atletica che il Dr. Pintus aveva forgiato, giorno dopo giorno, con ben 10 km la mattina di tiro con il guinzaglio e 10 km. la sera con la bicicletta per migliorare sempre di più l’allungo. Fortunatamente, il territorio di allenamento e di residenza di Gipsy e degli altri Soggetti curati da Pintus, è situato a 900 metri di altezza e gli allenamenti estivi venivano effettuati sulla strada della vetta del Monte Amiata ad una temperatura media e ideale che si aggirava intorno ai 13 gradi(l’altitudine massima è di circa 1770 metri).
Appena arrivammo nello stadio, mi venne incontro il Dr. Peter Messler, il quale mi chiese della cagna e si congratulò per il magnifico Soggetto e fu per noi il primo incoraggiamento e conforto.
La presentazione da fermo della cagna, fu affidata a Konrad, e sembrava fosse andata bene, ma quando ritornò per riconsegnarci Gipsy e gli chiesi che giudizio aveva dato il Giudice, disse:
-Gli è piaciuta molto, ma ha detto che è troppo grande!! Come è troppo grande, ribattei! E Konrad : Si, penso che quando Guido, l’ha chiamata dall’altra parte dello stadio, lei si è “impennata” per l’attenzione, dando la senzazione di essere davvero fuori standard! No, dissi io, secondo me, tutti i figli di Gorby, sono ormai penalizzati per questo aspetto, anche se, come in questo caso, l’altezza di Gipsy è sicuramente al massimo, ma dentro lo standard!
Non ci restava che attendere il giorno dopo: la chiamata da fermo per la prova in movimento.
Un po’ abbattuti per quanto sopra, la sera decidemmo di prenderla con filosofia e di passare una bella serata a tavola con gli amici e giudici italiani, di cui ricordo Aquilani, Bordignon, Capelli e Capetti. Con loro parlammo ovviamente anche di questo e la cena finì con un maxi-maxi gelato che i Dottori Pintus e Aquilani si mangiarono insieme formulando un buon auspicio per il giorno dopo.
Ci presentammo per i gruppi di riproduzione e, ad un certo punto, passò “in rassegna” il Giudice Walter Martin, il quale era evidentemente impegnato in una “rivisitazione”? delle giovani femmine in tutti i gruppi e, quando arrivò a noi, riguardò bene la cagna, che stava sempre in posizione, controllò bene il numero, prese il catalogo e, con la penna, cerchiò molte volte il numero 4227: GIPSY DEL MONTE POLIZIANO! Mi prese un colpo! Non so descrivere quanto quel gesto mi aprì le porte della speranza, che prima avevo davvero perso.
Riferì tutto ciò a Guido che voleva che gli circostanziassi momento per momento, per poter dare “una chiave di lettura” adeguata, ma quanto accaduto, era per noi molto significativo e dicevamo:
meno male che l’ha rivista! Certamente si sarà accorto che la cagna non è fuori standard! Speriamo bene! Sicuramente partiremo abbastanza avanti! Chissà!? Il giorno seguente, al contrario delle nostre più ottimistiche aspettative, fummo chiamati al 64° posto del 1° gruppo: non era male, ma evidentemente quei cerchietti fatto intorno al numero, non avevano trovato riscontro sul piano pratico, almeno per il momento.
Ma una volta partiti, il giudice, iniziò a “sistemare” la classifica e quando arrivò a me, mi fece un segno con le dita: 3 posti avanti! Poi ancora 2, facemmo un altro giro e quando riposò lo sguardo su Gipsy, mi spostò diverse volte fino ad arrivare al 36° posto.Tanti ne contammo, in un momento di pausa, con Edoardo De Lotto che mi incoraggiava fuori dal ring e mi diceva: -Forza , forza Marchi che ancora non è finita, ormai non gli leva gli occhi di dosso, vedrai che andrai ancora avanti! E io, lusingato, ribattei: -Sono sinceramente contento così. Ma, per fortuna, Edoardo aveva ragione e dopo un altro giro, mi fece andare altri 4 posti avanti, dopodiché mi chiamò direttamente ed io lo raggiunsi con Gipsy e mi indicò il nuovo posto: era il 13°!! Non credevo più a quello che stava succedendo, mi sembrava sempre di più un sogno e da allora non riuscivo più a vedere né tantomeno sentire il Dr. Pintus che chiamava Gipsy, anche se lei andava, andava e andava, con una potenza e volontà che solo il duro lavoro di Gianguido, poteva consentire:peccato che non aveva allenato anche me! le mie gambe, incominciavo a non sentirle più, ma ero felice, anzi, felicissimo che penso spruzzavo gioia da tutti i pori! Ma non era ancora finita! Dopo qualche altro giro mi richiama al centro del ring e mi “accompagna” al 4° posto, poi mi riguarda e dopo un attimo di esitazione, per il 2° e 3° posto, mi mette dietro alla Vanny Wienerau e cioè al 3° posto. Incredibile! Non riuscivo a contenere la gioia, alimentata dal grande tifo degli amici e colleghi italiani e tedeschi. Non so proprio come facevano le mie gambe a seguire Gipsy alla quale rimanevo letteralmente “attaccato” per non cadere in terra.Guido dal canto suo era “scoppiato”, un po’ per una forma di bronchite che lo aveva colpito prima del campionato, ma soprattutto non resse più l’emozione e si “accasciò” in una gradinata dello stadio, piangendo dalla commozione che lo aveva investito.Stava per terminare la più bella avventura della nostra vita sportiva, una storia incredibile, un vero compenso a tanti, tanti anni di sacrifici dedicati a questa meravigliosa razza .
Ma non era ancora finita la gara che fece ingresso sul campo il Dr. Peter Messler che nel congratularsi ancora una volta, mi disse: Te lo avevo detto che avevi un gran bel soggetto, complimenti! Grazie, risposi. Ma oramai ero stanco e confuso e non vedevo l’ora di potermi gustare il successo con Pintus e con le nostre rispettive mogli, che avevano sempre condiviso con noi i momenti belli e brutti, anche ed in particolar modo della vita di Gipsy.
Mi sentivo orgoglioso anche di aver rappresentato l’Allevamento italiano ad alto livello, in una classe dove da molti anni non ottenevamo risultati apprezzabili, risultati invece che verranno anche in abbondanza negli anni successivi, riconfermando con forza il meritato 2° posto a livello mondiale dell’Allevamento Italiano. Poi Gipsy gareggiò al Campionato Svizzero, dove ottenne il titolo di Vice-Siegerin della stessa classe ed al campionato italiano, dove ottenne uno strano 3° posto, ma come nel calcio, così nei rigs, il giudice di gara è quello che “comanda” ed io, come ho sempre fatto, ho sempre accettato, anche se talvolta non condivise, qualifiche e classifiche, con il massimo rispetto sia per i giudici che per gli altri concorrenti; peccato che non abbia potuto sempre riscontrare anche negli altri la stessa impostazione etica e sportiva.
Nella primavera successiva, andammo a fare una precampionato a Memmingen. Classe adulte femmine.Erano presenti molti italiani e qualcuno mi disse: la Gipsy è molto in forma! E’ bellissima! Ma guardate che non è Gipsy!- ribattevo io. Quella è JOGADELMONTEPOLIZIANO.
Un bel successo per una precampionato in classe adulti, con il giudice Mayer : 4° eccellente.
Alcuni allevatori, e anche esperti come la Signora Pacenti, mi dissero: - Ti hanno “fregato” due posti”, la cagna meritava senz’altro il 2° posto!(dietro l’auslese Karla Von Wiesenborn) Ma dissi che ero molto contento di quel risultato, ma soprattutto ero entusiasta della Joga che non aveva niente da invidiare alle altre e, in quanto a tipo, era proprio il massimo che potevo desiderare.
Si, mi sentivo proprio realizzato, nella misura in cui avevo ottenuto, a livello di allevamento, il tipo di cane da me sempre desiderato, sia attraverso la linea Gisa-Fena-Wera, prima e Gipsy dopo, sia attraverso la linea Randa-Anschi-Joga.



Sul versante degli stalloni, devo ricordare ZARO V.D. TEUFELSKANZEL, un figlio di Laika di Val di Sole, sorella piena di Lasso, uno stallone grande con ottima testa, sostanza, ossatura, carattere molto equilibrato: un gigante buono! L’allora nuovo Allevamento dei Profeti, grazie ad un bell’accoppiamento, creò le basi per i suoi futuri grandi successi. URAN VON KOENIGSBRUCK, un figlio di Caesar Von Arminius. Un evento molto importante per il mio allevamento, fu certamente l’acquisto di QUINO VON ARMINIUS che comprai insieme al mio amico Raffaele Caponeri, proprietario di TARAK DEL MONTE POLIZIANO. Quino era un soggetto di quella che viene ritenuta la migliore cucciolata nel mondo del pastore tedesco la famosissima “Q – wurf Arminius”:Quando,Quino,Quindo,Queno,Quana,Quina, che confermarono le grandissime doti riproduttive della loro mamma, la famosissima Palme von Wildsteiger Land, la quale, dopo aver partorito il campione mondiale Uran von Wildsteger Land, dette i natali anche al campione mondiale Quando Von Arminius , che insieme ai fratelli e sorelle, aprì le porte di una nuova era caratterizzata da tantissimi soggetti tutti discendenti dalla “Q” tra i quali il grande campione del mondo e riproduttore Jeck von Noricum, che consentì di migliorare il tipo, gli angoli, ma soprattutto il carattere, che andava indebolendosi, come si evinceva dalle prove di attacco che in quel momento si vedevano ai campionati. Certamente la grande “intuizione” del Presidente Hermann Martin, sulle potenziali qualità della Palme, furono assolutamente determinanti per il grande salto di qualità che il mondo intero registrò grazie alle consanguineità su questa grande fattrice. Quino aveva un carattere fortissimo ed equilibrato, possedeva l’ SChH 3, l’IPO 3, l’FH, Sel di 1^ classe a vita, displasia “Normal”, oltre ad una inconsueta, per la cucciolata e per la famiglia, dentizione corretta e perfettamente allineata! Non solo: era perfettamente in taglia.
Dopo l’acquisto venni a conoscenza di una sua grandissima figlia di nome Rica v.d. Reider Kreuz, che si aggiudicò, per il 1° anno in adulti il titolo di 3^ Auslese. Da una figlia di Quino, nacquero soggetti del calibro di Ronny e Ratta von Arminius, dalla quale ha avuto origine, con Jeck Noricum il campione del mondo Visum Arminius. Ma è notorio, che come si importa un grande cane in Italia, spesso viene-si fa per dire- trascurato da tutti quegli allevatori che danno forse più importanza ai proprietari dei vari stalloni, che agli stalloni stessi! E’ solo per una forma di invidia? Oppure ci sono spesso altre logiche dominanti che prescindono da mere scelte tecniche nell’esercizio dell’ allevamento e quindi di selezione che ogni allevatore dovrebbe privilegiare?
Sì, purtroppo anche nel nostro ambiente non sempre la meritocrazia trionfa!!
Per garantirsi la “sopravvivenza” come associazione per la selezione del pastore tedesco, occorrono due presupposti importanti: la competenza e l’onestà dei giudici, che qualche volta, soprattutto nel primo aspetto, lascia qualcosa a desiderare, creando delle vere e proprie frustrazioni sia negli allevatori che nei privati, che mettono a repentaglio il sereno prosieguo dell’attività sportiva, nella misura in cui si sentono discriminati, non correttamente valutati, in rapporto alla “concorrenza”.
Ritengo che ci siano ampi spazi per migliorarsi e superare queste criticità che troppo spesso fanno male a tutti i veri sportivi ed appassionati che con tanto amore e sacrifici, danno il loro ,comunque positivo, apporto alla “Causa sociale”: l’allevamento ed il miglioramento della razza.
Negli ultimi anni si era pian piano ma progressivamente imposto e diffuso un tipo di pastore tedesco più bello, piacevole, anche per i non esperti ed appassionati. Questo tipo era ben rappresentato dal gruppo Wildsteiger Land, che per molti anni ha vinto il trofeo come 1° gruppo di allevamento, con in testa il 5 volte Auslese CASH VOM WILDSTEIGER LAND.
L’unico caso al mondo, in cui un soggetto diventa campione per ben 5 anni consecutivi, conquistando anche 2 titoli di Sieger.(vedasi storia di CASH VOM WILDSTEIGERLAND dalla home page del sito) Cash rappresenta veramente un inno alla costruzione corretta e solida, il garrese ben rilevato, che gli ha sempre consentito di muoversi in maniera esemplare per tutti i trottatori anche a 10 anni di età.
Caratteristiche queste che ritroviamo confermate nella discendenza, con particolare riferimento alle femmine. Chi ha saputo lavorare bene con questa linea ha “tirato fuori” vice Siegerin come Holly von Fichtenslag , continuando poi con la figlia, per ripetere il prestigioso risultato. Sì, molti soggetto davvero interessanti per il “telaio” e non meno importante, per “il cervello”.
Di CASH, abbiamo un gran bel figlio: BRONKO VOM KODIAK, nato dall’accoppiamento con una figlia del Vice Sieger Karly Arminius: La più piena tipicità Wildsteiger Land!(vedi Home Page) inoltre abbiamo alcune, femmine sulla stessa linea, che normalmente accoppiamo con l’altro stallone APOLL VON DER BILDEICHE(linea Jeck Noricum) ed uniamo così queste due prestigiose linee di sangue, che riteniamo fondamentali per le caratteristiche dette e conosciute. Attualmente siamo impegnati, come allevamento, alla costruzione di una nuova struttura, ampia e moderna, per consentirci, innanzitutto, di tenere nel migliore dei modi i nostri cani, garantendo loro una vita sempre più dignitosa, in un ambiente sano e igienicamente adeguato. Cerchiamo inoltre collaboratori, per la preparazione agonistica, poiché gli impegni nel campo dell’agricoltura, con particolare riferimento alla vigna ed all’AGRITURISMO vedasi www.ilserraglio.it ci impegnano moltissimo e non ci consentono più di potersi dedicare, come vorremmo, alle esposizioni, come una volta.

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Roberto Marchi


ALLEVAMENTO "DEL MONTE POLIZIANO"
Di Emanuela Rossi e Roberto Marchi
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